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Centro BMS L'Aquila e San Giovanni Rotondo

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Siamo talmente impregnati di frenesia da non riuscire più a decodificare i segnali provenienti dal nostro corpo…figuriamoci le emozioni.

Nella quasi totalità dei casi il paziente che si rivolge al sottoscritto chiede soluzioni confezionate per risolvere i suoi sintomi: una soluzione per il sovrappeso, una soluzione per la psoriasi, una soluzione per la menopausa, una soluzione per il mal di stomaco.

Insomma….. una soluzione e basta.

Ma quando lo poni di fronte ad un paio di quesiti, dal suo sguardo trapelano istinti contrapposti: alzarsi repentinamente e guadagnare l’uscita o ascoltare pazientemente questo rompiballe di nutrizionista. Solitamente (per mia fortuna) propende per la seconda opzione!

Le domande apparentemente banali, che lo mettono in crisi sono: piuttosto che ragionare sul sintomo, perché non cerchiamo di capire da dove esso si è generato? E’ consapevole che i suoi organi, la sua fisiologia, le sue emozioni, il suo metabolismo devono essere considerati un tutt’uno?

La nostra opulenta società non concede più tempo per riflessioni condivise: impone e pretende soluzioni rapide, perché domani è un altro giorno e si vedrà.

Svezziamo i bambini con questa logica, li cresciamo e li concimiamo, perché diventino adulti utili e funzionali ad una cinica logica di mercato, che orienta i loro consumi, le loro emozioni, la loro salute.

Il primo incontro con il paziente è fondamentale per indagare nelle ragioni più profonde del suo malessere.

Il primo incontro è cruciale per far sì che esso inizi a decodificare i sintomi e concepire il corpo come un tutt’uno.

Questo aspetto per quanto oscuro possa apparirvi sarà lo spartiacque tra il successo e l’insuccesso della terapia nutrizionale nel BMS.

Ma cosa significa distinguere i sintomi dalla causa?

Porto un esempio che umanamente mi ha profondamente colpito.

Nel 2020 la sig.ra Ada chiede il mio aiuto in ambito nutrizionale e nutraceutico per affrontare i suoi invalidanti disturbi gastrointestinali. La certezza delle sue affermazioni era sostenuta dall’evidenza che particolari alimenti scatenavano violenti ed acuti dolori intestinali che si concludevano con eccessiva sudorazione notturna e coliche anch’esse notturne. La sig.ra Ada era ovviamente certa delle sue affermazioni, ma nonostante avesse accuratamente eliminato gli alimenti incriminati, di tanto in tanto accusava ugualmente gli stessi sintomi.

Ada chiede di indagare insieme a lei per scovare i responsabili alimentari: “Dottore mi aiuti ad individuare cosa davvero mi fa male?”

Ma questa splendida donna, grande lavoratrice, aveva omesso qualche piccolo particolare della propria vita.

Sollecitata ad ampliare il proprio resoconto si è sentita inizialmente spiazzata da domande che riguardavano la propria sfera emotiva, i suoi trascorsi clinici ed è rimasta basita quando abbiamo cercato insieme di individuare in quali particolari momenti della vita tali sintomi gastrointestinali si fossero riacutizzati.

Ada è stata un fiume in piena: da 30 anni accusa continui dolori muscolari e continuo prurito migrante, anche suo figlio ed in verità anche sua madre manifestano analoghi quadri clinici. Ada ha raccontato di una condizione emotiva difficile, raramente esternata, perché Ada è abituata a combattere senza lamentarsi, lavorando a testa bassa, il suo malessere interiore Ada lo ha tenuto sempre per sé.

Quando i suoi disturbi gastrointestinali si sono riacutizzati Ada stava attraversando un’importante fase depressiva, risolta in solitudine con un bravissimo psicoterapeuta, ma senza che la famiglia fosse al corrente del suo calvario interiore.

Ada riferisce che la psoriasi anticipa sempre questi brutti eventi intestinali e che i dolori muscolari oramai sono compagni di vita, ma con buone dosi di antinfiammatori, si tira avanti, perché io dottore ho sempre dovuto lavorare, non mi sono concessa mai un riposo, non posso permettermelo, dottore.

Con Ada disegniamo una mappa di questo racconto: Ada non è stata allattata al seno e sua madre le ha raccontato che sin da bambina aveva avuto coliche con il latte, Ada disegna con me la relazione stretta tra il riacutizzarsi delle coliche e il crollo del suo stato emotivo, le sue analisi evidenziano da molti anni una bilirubina totale, diretta ed indiretta sempre alterati.

Dottore mi hanno diagnosticato il morbo di Gilbert anni fa, anche a mio figlio ed anche a mia madre, ma ci hanno semplicemente detto che bisogna conviverci e che non crea nessun problema. Ma opportunamente guidata Ada capisce che quando i suoi valori di bilirubina sono peggiorati il suo senso di stanchezza si è drammaticamente, sempre, riacutizzato e che in parallelo la sua funzione intestinale è passata da produrre feci caprine a feci diarroiche.

Il puzzle inizia a prendere forma: ora colleghiamo la funzione intestinale alterata non ad un alimento, bensì ad un cortocircuito emotivo ed intestinale che si fomentano vicendevolmente.

Ada comprende benissimo che nei periodi di caldo intenso o freddo importante, tali sintomi si fanno più intensi, così le spiego che il livello di idratazione e quindi di sudorazione possono influenzare quel famoso prurito biliare. Ada deve consumare i suoi pasti in serenità per far si che il Gilbert non peggiori, ma Ada comprende benissimo che il suo livello di serotonina, a sua volta modula la risposta intestinale e quindi i suoi processi digestivi.

I famosi dolori muscolari riusciamo ad inserirli in quadro di forte infiammazione intestinale che quando prolungato nel tempo, produce non solo dolore ma anche edema diffuso e feci altalenanti, ma sempre da ricondurre alla coniugazione biliare.

Ada è entusiasta perché finalmente i suoi sintomi assumono una veste del tutto nuova, finalmente Ada è considerata nella sua totalità, nella sua interezza.

Ada non è un’asettica sommatoria di sintomi: Ada è UNA persona che può riprendere in mano la propria vita.

Con Ada abbiamo rimesso in ordine la sua funzione intestinale e sono spariti quasi completamente i suoi dolori muscolari. Abbiamo inizialmente eliminato lattosio e glutine, insieme all’integrazione con PEA (palmitoiletanolamide), Iperico, Zafferano, Bifidobacterium Es1, Carnosina ed Astaxantina e supportato tutto con un percorso nutrizionale funzionale estremamente personalizzato.

Quando la sua Zonulina fecale è tornata nei range di normalità abbiamo modificato il suo percorso nutrizionale, sempre con uno sguardo attento al suo stato emotivo.

Ora Ada sa benissimo come nutrirsi, che rapporto esiste tra il suo stato emotivo ed intestinale ed i suoi sintomi storici: Ada conosce molto meglio il suo corpo, ha imparato a decodificare molto bene i segnali che esso gli manda.

La storia di Ada è una storia che si ripete spesso nel mio lavoro, certamente sotto molte forme, ma sempre con lo stesso filo conduttore.

Dovremmo tutti lavorare per riconoscere meglio i segnali emotivi, corporei, viscerali che il corpo e la mente ci trasmettono.

La nutrizione funzionale, la nutrigenetica, il microbiota, la cronobiologia, la nutraceutica, l’empatia, vanno utilizzate sempre tutte contemporaneamente: nel BMS ragioniamo da sempre così, perché ci crediamo e perché vogliamo bene ad Ada.

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La velocità con la quale siamo abituati ad ingurgitare informazioni è un elemento caratterizzante del nostro tempo.

Un’enorme mole di dati per appagare la sete di conoscenza di chiunque. Un’esplosione fenomenale di informazioni, utopistica qualche decennio fa, per colmare la nostra ignoranza e solleticare i nostri istinti più profondi. Nella scienza della nutrizione siamo assolutamente immersi in un vortice entusiasmante ma al contempo estremamente pericoloso. La scienza ha bisogno dei suoi tempi, ha bisogno di riflessioni, di conferme e di smentite, ma va compresa e rispettata così come dovremmo rispettare noi stessi nel senso più profondo del termine.

Perché se cadiamo nel vortice, con le nostre speranze, le nostre aspettative, le nostre paure più inconsce, ecco che il gioco si mescola all’inganno.

Un inganno pericoloso.

Bruciare il tempo per ottenere risultati immediati: se è vero per la locomotiva dell’informazione che ci travolge, perché non dovrebbe essere vero per le nostre speranze?

L’inganno salutistico è figlio della fretta.

Quella fretta che pretende soluzioni immediate.

Quella fretta che offusca la razionalità.

Quella fretta che mina la salute.

Quella fretta che oscura le tue emozioni.

Quella fretta che presta il fianco a chi non ha a cuore il benessere dell’individuo.

Nel Sistema Metabolico Bruni (BMS) lasciamo la fretta fuori dalla porta, perché abbiamo a cuore la tua salute.  Se la fretta ha guidato troppe volte le tue scelte, facendoti tornare cinicamente al punto di partenza, sarà il caso di metterla da parte. I tuoi sintomi, la tua situazione metabolica, la tua condizione emotiva, pretendono rispetto e attenzione. Riflettere sulle cause profonde è il nostro compito: è un atto di correttezza, vuol dire avere rispetto dell’individuo che sei.

Modificare stabilmente le abitudini alimentari, richiede tempo e pazienza, ma se questi cambiamenti hanno l’obiettivo di smantellare l’origine del disagio, allora riusciremo a sconfiggere il mostro della fretta.

Il sintomo non vuole rimedio estemporaneo, il sintomo richiede attenta valutazione delle sue origini. Il sintomo nasconde sovente errori reiterati nel tempo, scarsa conoscenza de proprio corpo, che portano l’individuo a focalizzarsi su di esso, dimenticando drammaticamente la visione d’insieme.

Ritrovare la visione d’insieme per renderti consapevole e fornire gli strumenti giusti per modificare stabilmente il tuo percorso di salute.

La consapevolezza è nemica della fretta.

La consapevolezza dona corretta interpretazione dei sintomi e delle emozioni.

La consapevolezza permette una visione d’insieme del proprio corpo.

La consapevolezza non inganna.

Ascoltare il proprio corpo, ammettere i propri errori, essere disposti ad accettare le proprie caratteristiche genetiche, porre in una visione critica le proprie abitudini eleva il tuo grado di consapevolezza e relega la fretta ad un misero fenomeno di marketing.

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L’obesità infantile è un fenomeno sociale che negli ultimi decenni sta progressivamente dilagando in Italia, palesandosi ormai in un vero e proprio problema sanitario nazionale.

In Italia si stima che circa due bambini su 10 sono in sovrappeso e uno su 10 è obeso.

Circa il 50% degli adolescenti obesi rischia di esserlo anche da adulto: sono in aumento ipertensione, dislipidemia e diabete di tipo 2 infantili.

Un bambino obeso su 20 ha la glicemia alta, una condizione definita di pre-diabete, cioè un’alterazione del metabolismo del glucosio capace ancora di regredire; più del 30% dei bambini obesi hanno trigliceridi e colesterolo elevati, rischio di sindrome metabolica e di progressione arteriosclerotica; più del 30% dei bambini obesi hanno grasso accumulato nel fegato, segno di un danno epatico iniziale che può progredire e peggiorare nel tempo; più del 10% dei bambini obesi ha valori pressori superiori alla norma.

L’obesità infantile è un fattore che aumenta in età adulta il rischio di diabete, malattie cardiovascolari e tumori e, se costante in età adulta, contribuisce a sviluppare patologie osteo/articolari.

Oltre le problematiche legate alla salute fisica, bisogna prendere in considerazione attentamente i rischi psicologici che un bambino obeso può correre nel suo sviluppo.

Il primo rischio è legato alla difficoltà dello sviluppo psicomotorio: un bambino obeso avrà più difficoltà a sviluppare armoniosamente la propria coordinazione e le proprie abilità cinestesiche, così avrà più difficoltà nel realizzarsi e appassionarsi all’attività sportiva. Il mancato attaccamento allo sport, oltre che privarlo di un fattore predisponente la salute, fa perdere al bambino obeso una importante possibilità di socializzazione e integrazione con il gruppo di pari.

Dal punto di vista psicologico, infatti, l’obesità infantile rischia di essere un problema soprattutto a livello di integrazione sociale. È noto che le dinamiche di gruppo dei bambini e degli adolescenti spesso seguono logiche da branco, dove chi è integrato nel gruppo vive i favori della sicurezza e della solidarietà, mentre chi rimane fuori, ed è isolato, viene preso di mira aggressivamente come sfogo di tutte le tensioni negative che si creano all’interno del gruppo stesso (capro espiatorio).

Il capro espiatorio viene di solito selezionato su aspetti di riconoscibilità, e spesso l’obesità è uno di questi fattori. Per cui, un bambino obeso ha molte più probabilità di essere selezionato come capro espiatorio e subirne le conseguenze del ruolo.

Ascoltiamo purtroppo spesso dai mass media la drammaticità della sofferenza che queste dinamiche possono provocare nei ragazzi che ne rimangono coinvolti. Anche quando non si raggiunge l’intensità dei fatti di cronaca, l’esperienza del capro espiatorio è sempre dolorosa e lesiva a livello di autostima.

Questi danni nel tempo possono provocare conseguenze psicopatologiche anche gravi: depressione, ansia, abuso di sostanze, ecc.

Con questo non voglio terrorizzare i genitori che hanno un bambino sovrappeso, ma vorrei che capissero che qualche chilo in più in realtà può essere un vero problema.

Un problema che può essere affrontato facilmente, perché i bambini sono portati ai cambiamenti e tesi al benessere, quindi reagiranno benissimo ad un cambio di stile di vita.

Un bambino obeso che perde progressivamente peso acquista sicurezza, autonomia, gioia di vivere e entusiasmo.

Certo un bambino non può seguire una dieta troppo stringente, sia per l’impatto psicologico che per le necessità di crescita che pretendono una ricchezza di nutrienti adeguata. Per questo la dieta di un bambino, meglio il suo piano alimentare, deve sempre essere fatto da un nutrizionista preparato, che sappia cogliere e coniugare le esigenze di crescita con l’obbiettivo del peso forma e l’equilibrio psicoaffettivo. Al riguardo il modello BMS è l’ideale nella sua capacità di rispettare e coniugare tutti i criteri necessari al recupero della salute psicofisica di un bambino in sovrappeso e della sua famiglia.

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Ancora qualche informazione...

Ecco alcune delle domande riccorrenti che ti aiuterrano a capire meglio il Sistema Metabolico Bruni (BMS). Se preferisci ricevere informazioni più specifiche invece, puoi scrivere una mail cliccando qui.

F.A.Q.

Il Sistema Metabolico Bruni (BMS) è il risultato di oltre 10 anni di studi in nutrizione funzionale, nutrigenetica e cronobiologia.
L'incontro e la sintesi di questi tre importanti settori della nutrizione e della biologia, si fondono in BMS, in maniera estremamente efficace e pratica.
BMS vede la luce nel 2018 grazie alla stretta collaborazione tra il Dott. Bruni, nutrizionista ed il Dott. Renzi, esperto informatico.

BMS è rivoluzionario nel campo della nutrizione applicata, poiché è in grado di elaborare una moltitudine di parametri clinici e variabili genetiche per tradurli in un percorso di educazione nutrizionale estremamente personalizzato, altamente scientifico efficace e semplice per il paziente.
BMS è l'unico metodo che elabora i seguenti dati per tradurli in un percorso nutrizionale straordinariamente efficace e pratico:

- Parametri clinici
- Parametri genetici
- Potere terapeutico dei singoli alimenti
- Potere terapeutico delle combinazioni alimentari
- Ciclicità nell'assunzione di specifiche categorie alimentari
- Cronobiologia

BMS è in grado di elaborare sequenze nutrizionali settimanali e mensili per controllare al meglio le risposte metaboliche ed ormonali della persona. Sulla base delle informazioni cliniche inserite dall'utente e rispetto ai dati ottenuti dal test genetico-BMS, si elaborano sequenze nutrizionali estremamente personalizzate.

Le combinazioni alimentari proposte in BMS e la loro precisa collocazione temporale permettono un eccellente controllo degli ormoni e dei fattori metabolici che controllano il senso di fame, alcuni esempi, Leptina, Grelina, Insulina, Glucosio, Cortisolo, Melatonina, Serotonina.

BMS elabora il percorso di educazione nutrizionale sulla base delle reali condizioni cliniche del momento.
BMS si adegua continuamente ai cambiamenti metabolici della persona e lo guida attraverso un percorso nutrizionale estremamente dinamico, personalizzato che diventerà nel tempo un vero e proprio modello alimentare personalizzato.

BMS elabora e sintetizza una moltitudine di informazioni che l'utente andrà ad inserire nelle diverse schede conoscitive.
Alcuni esempi: tutte le patologie in atto o pregresse, tipo di lavoro svolto, se sei uno sportivo e che tipo di sport pratichi, se hai intolleranze alimentari o allergie alimentari, qual è la qualità del sonno, come è la tua funzione intestinale, se soffri di disturbi dell'andamento glicemico, in una donna qual è la condizione ormonale e tanti altri dati. Inoltre ovviamente se effettui il test genetico BMS, sarà in grado di elaborare i tuoi dati genetici con la tua condizione clinica.

Il metodo BMS è stato già adottato da migliaia di pazienti, ma solo nel 2018 fa la sua comparsa come servizio on-line. Se vuoi leggere le recensioni dei pazienti e i risultati ottenuti puoi andare nella sezione dedicata cliccando QUI.

Il test genetico BMS elaborato, dal famoso genetista Dott. K.Grimaldi, prende in considerazione i geni che controllano il metabolismo dei carboidrati, dei lipidi, numerosi geni che controllano il metabolismo dei radicali liberi e la riparazione del DNA, i più importanti geni che regolano i processi infiammatori dell'organismo, il metabolismo dell'acido folico, della Vit. D, della sensibilità al sale, della caffeina, il gene che controlla il metabolismo dell'alcool, la sensibilità al nichel, la predisposizione alla celiachia, la metabolizzazione del lattosio e i geni del comportamento alimentare. Un test genetico estremamente completo ad un costo incredibilmente contenuto.

L'analisi genetica viene effettuata in un laboratorio altamente specializzato in analisi genetiche: GENETICLAB.

Assolutamente no. Tutti i test genetici si effettuano una sola volta nella vita in quanto il suo risultato non può mai cambiare nel tempo. Questo è uno dei tanti vantaggi che comporta eseguire il Test Genetico BMS.

Assolutamente no. Puoi tranquillamente iniziare a seguire il metodo BMS con un percorso di educazione alimentare estremamente personalizzato, in seguito quando lo riterrai opportuno, magari sceglierai di effettuare il test del DNA BMS per conoscere le caratteristiche fondamentali ed uniche del tuo metabolismo.